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CHIESA DI SANTA COSTANZA
Via Nomentana 349

Il mausoleo di S.
Costanza è uno dei capisaldi dell'architettura tardo-antica. Fra i primi esempi
conservati (insieme al Battistero Lateranense) di edificio cristiano a pianta
centrale con ambulacro. Derivato da modelli romani di templi e mausolei, ninfei,
(il Pantheon, il Mausoleo di Augusto, il cosiddetto tempio di Minerva Medica)
deve la caratteristica più innovativa - i due spazi circolari concentrici - a un
edificio di poco precedente destinato ad influenzare l'architettura medioevale:
il Martyrium del Santo Sepolcro eretto a Gerusalemme da Costantino e dalla madre
Elena. Pur essendo in parte privato del suo primitivo splendore, conserva
tuttora un'imponenza ed un fascino straordinari, che peraltro ne fanno uno dei
luoghi preferiti dalle coppie romane per i matrimoni religiosi. Fu eretto agli
inizi del IV secolo da Costantina (o Costanza), figlia di Costantino, a ridosso
della grande basilica cimiteriale da lei fatta realizzare presso il cimitero
sotterraneo ove era sepolta la martire Agnese, di cui Costantina stessa era una
devota, anche a causa di una guarigione attribuita alla santa. Un esempio simile
- di integrazione tra mausoleo e basilica in epoca costantiniana - è costituito
dal mausoleo di Elena (madre di Costantino) - l'attuale Tor Pignattara -
realizzato a ridosso della basilica costantiniana dei SS. Marcellino e Pietro
sulla via Labicana, oggi via Casilina. L'edificio era strettamente integrato con
la basilica. Il nartece che ne costituisce l'ingresso, absidato ai lati, si
innestava sulla navata laterale della basilica e pertanto il mausoleo veniva a
trovarsi trasversalmente in asse con la basilica stessa. L'interno è costituito
da una rotonda circolare coperta a cupola, circondata da un deambulatorio, e da esso separata da 12 coppie di colonne di granito, tutte di spoglio,
cioè ricavate da un precedente edificio di epoca romana. I capitelli delle
colonne sono legati fra loro due a due da tronchi di architrave (pulvini)
disposti in senso radiale, così da creare moti centrifughi e centripeti che
accompagnano dalla penombra dell'ambulacro al luminoso spazio centrale.La cupola
dell'ambiente centrale - avente 22,50 m di diametro - venne realizzata con una
tecnica costruttiva tipicamente romana, composta di nervature meridiane e solidi
archi in mattoni, che ingabbiano la concrezione di tufo e pietra pomice. All'interno
la cupola era ricoperta di mosaici, oggi scomparsi, e le pareti sottostanti
erano dotate di un sontuoso rivestimento marmoreo in opus sectile (cioè a
tarsia), di cui oggi non ci rimangono che alcuni disegni, come testimonianze.Fu
Urbano VIII (1623-1644) ad eliminare i rivestimenti, a causa di una minaccia di
crollo. Rimangono comunque i 12 finestroni centinati che illuminano l'edificio
nella sua parte centrale, conferendogli quel dinamismo da cui deriva in buona
parte del fascino dell'edificio. L'ambulacro è coperto con una volta a botte,
decorata da magnifici mosaici del IV secolo, che alternano motivi geometrici,
scene di vendemmia, ritratti inseriti in clipei, fra cui si potrebbero
riconoscere, rispettivamente a sinistra e a destra della nicchia frontale,
Costantina e il primo marito Annibaliano, re del Ponto. Tipico caso di
adattamento di temi pagani alla tradizione cristiana, hanno fatto sì che il
mausoleo venisse a lungo identificato con il tempio di Bacco. Il ritmo delle
pareti laterali è scandito da numerose nicchie. Le quattro nicchie in
corrispondenza dei quattro assi sono di dimensioni maggiori: di forma
rettangolare le due sull'asse longitudinale, semicircolari quelle sull'asse
trasversali. I corrispondenti spazi tra le doppie colonne (intercolumni) sono
più larghi e più alti degli altri: in questo modo viene a crearsi uno schema
tipologico a croce inscritto in una circonferenza. La nicchia rettangolare
opposta all'entrata (4) ospitava il sarcofago di Costantina in porfido rosso (il
marmo riservato alla famiglia imperiale) decorato con motivi cristiani che
riprendono i temi della decorazione musiva dell'ambulacro. Il sarcofago è
conservato dalla fine del '700 nei Musei Vaticani; al suo posto è collocata una
copia in gesso.Nelle due nicchie maggiori poste al centro delle curve laterali,
due scene a mosaico della fine del IV secolo testimoniano il primato della
chiesa di Roma sulla cristianità: la Consegna delle chiavi e la Consegna del
rotolo della Legge a S. Pietro. All'esterno dell'ambulacro correva un'altro
ambulacro colonnato, oggi scomparso. Nel complesso quindi questo edificio,
assieme alla basilica cui era annesso, riflette le caratteristiche salienti
dell'architettura costantiniana: grandiosità, semplicità della pianta e
dell'esterno, sfarzosità all'interno. (Krautheimer).
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